*Come pubblicato per la prima volta in Infobae

Le figure di spicco dell'industria dell'olio di palma di tutto il continente si riuniranno per discutere del futuro del settore e delle sfide emergenti.

Il III Congresso Messicano sull'Olio di Palma, organizzato da Femexpalma, si terrà il 4 e 5 giugno 2026 a Villahermosa, Tabasco, e riunirà i principali attori del settore dell'olio di palma provenienti da tutta l'America Latina.

L'evento si svolge in un momento in cui il settore si trova ad affrontare crescenti esigenze legate alla sostenibilità, alla tracciabilità e all'adattamento climatico, fattori che attualmente influenzano l'accesso ai mercati internazionali.

La scelta del Tabasco come stato ospitante riflette la sua importanza strategica: questo stato rappresenta quasi il 25% della produzione nazionale messicana di olio di palma e costituisce la sfida di incrementare la produzione salvaguardando al contempo la tutela ambientale.

Secondo l'Annuario statistico Femexpalma 2025, i quattro Stati produttori di olio di palma hanno una superficie agricola che supera i 14 milioni di ettari e possiedono le condizioni per sostenere un'espansione agricola responsabile. Questo potenziale colloca il Messico, insieme a Paesi come Colombia e Brasile, tra le nazioni individuate dalla FAO come aventi opportunità per lo sviluppo sostenibile della coltivazione della palma da olio.

RSPO e il sostegno al settore in America Latina

In questo contesto, la partecipazione di Joseph D'Cruz, CEO della Roundtable on Sustainable Palm Oil (RSPO), mira a rafforzare il messaggio di sostegno e impegno dell'organizzazione nei confronti dei suoi membri in tutta la regione. D'Cruz ha definito Villahermosa "uno dei pilastri dell'agroindustria del Paese" e ha sottolineato il ruolo dei piccoli agricoltori all'interno della catena del valore.

Joseph D'Cruz, CEO della RSPO

La sua presenza al congresso è particolarmente rilevante in un momento in cui la RSPO promuove la collaborazione con le parti interessate del settore per rispondere a un panorama normativo internazionale sempre più esigente. In questo contesto, il Messico sta portando avanti l'attuazione dell'Interpretazione nazionale dei Principi e Criteri (P&C) della RSPO e degli Standard per i piccoli produttori indipendenti (ISH), un processo che si affianca ad altre iniziative in corso nella regione, tra cui quelle in Colombia e Guatemala.

Dalla certificazione alla resilienza: un settore in trasformazione

La crescita del settore dell'olio di palma si sta sviluppando in un contesto internazionale sempre più complesso. Secondo D'Cruz, le catene di approvvigionamento globali, che per decenni hanno operato in condizioni relativamente stabili, si trovano ora ad affrontare maggiore incertezza, volatilità e interruzioni.

A complicare ulteriormente la situazione contribuiscono la maggiore frequenza delle crisi climatiche, le tensioni geopolitiche e le nuove normative che stanno ridefinendo le regole del commercio globale, in particolare per quanto riguarda la tracciabilità fino al consumatore finale. In questo contesto, il dibattito si è evoluto: la sola certificazione di sostenibilità non è più sufficiente; garantire la resilienza a lungo termine è diventato altrettanto essenziale.

«Per anni, il modello si è concentrato sul rispetto degli standard e sull'accesso ai mercati. Ma la sola conformità non crea resilienza. Non protegge un produttore dalla siccità né attenua gli effetti dei cambiamenti normativi. La certificazione è stata l'inizio, ma non è la meta», ha affermato D'Cruz.

L'America Latina è attualmente leader nella produzione sostenibile di olio di palma, con il 35% della sua superficie coltivata soggetta a standard volontari di sostenibilità e un'alta percentuale di piantagioni realizzate senza deforestazione.

L'America Latina come punto di riferimento per la produzione sostenibile.

L'America Latina ha consolidato la sua posizione di regione chiave nella produzione sostenibile di olio di palma. Attualmente, circa il 35% della superficie coltivata ha adottato volontariamente gli standard RSPO, incentrati sulla tutela della biodiversità, sui diritti umani e sulla tracciabilità.

Paesi come la Colombia e il Guatemala vantano oltre il 90% delle loro piantagioni create senza ricorrere alla deforestazione, a conferma della leadership della regione in materia di sostenibilità.

Questi progressi sono affiancati dall'impatto sociale della certificazione: a livello globale, nel 2023 oltre 40,000 piccoli agricoltori hanno ottenuto la certificazione RSPO, accedendo così a migliori condizioni di mercato e a strumenti per aumentare la produttività.

Un messaggio di sostegno alla regione

In America Latina, questo processo è stato plasmato anche da dialoghi aperti con le parti interessate, che hanno chiaramente individuato le aree in cui RSPO può continuare a migliorare, tra cui l'adattamento degli standard RSPO alle realtà locali, l'efficienza di alcuni processi e la necessità di maggiore vicinanza e coinvolgimento. Questi dialoghi hanno già iniziato a tradursi in aggiustamenti concreti, sia a livello operativo che nell'ambito di discussioni più ampie sulla governance e sulla continua evoluzione degli standard stessi.

Questo impegno è stato rafforzato attraverso esercitazioni di interpretazione nazionale in diversi paesi della regione, nonché attraverso recenti spazi di dialogo con i membri, tra cui i Forum dei membri tenutisi a febbraio, il webinar di tre giorni sul documento sui sistemi di certificazione 2025 all'inizio di aprile e le sessioni di lavoro in presenza a Bogotà e in Guatemala, dove sono stati condivisi e discussi argomenti chiave relativi alle P&C 2024, alle ISH 2024 e al documento sui sistemi di certificazione.

Secondo l'organizzazione, questo processo di ascolto è stato rafforzato dalla presenza costante di Joseph D'Cruz nella regione negli ultimi anni. Dalla Conferenza interamericana di Miami alle sue numerose visite in Colombia, Guatemala e ora in Messico, questi impegni hanno permesso a D'Cruz di ascoltare direttamente le preoccupazioni, le aspettative e le proposte dei membri della RSPO.

"Da parte di RSPO, vogliamo essere chiari: siamo qui per supportare i nostri membri, lavorare a fianco di produttori, associazioni e aziende e costruire insieme soluzioni", ha affermato.

Il messaggio che D'Cruz lascia ai presenti a Villahermosa riassume questo approccio: "L'America Latina non è sola in questo percorso, né dovrebbe esserlo. In fin dei conti, non si tratta solo di olio di palma. Si tratta di persone, comunità, territori e futuro."

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